Chi sono
Mi chiamo Lara Fiordemondo, sono una psicologa clinica iscritta all’ordine degli psicologi.
Le mie esperienze di vita e gli strumenti acquisiti durante gli anni di studio mi hanno conferito la spinta e la massima dedizione al prossimo e ai suoi problemi. Credo fortemente che ognuno di noi abbia dentro di sè le giuste risorse per poter crescere, andare avanti e superare le sfide che la vita ci mette davanti. Essere ascoltati, guidati e supportati non è cosa da poco, soprattutto in una società a cui è difficile stare dietro ma alla quale dobbiamo per forza adattarci…io ci sono riuscita, ce l’ho fatta. Ce la farai anche tu! Non smettete mai di credere in voi stessi! Per Voi, per i Vostri figli. Andiamo avanti..
In cosa posso aiutarti
Nervosismo, facilità al pianto, apprensione, insonnia, dolore allo stomaco, sono solo alcuni sintomi di questo stato emotivo che tutti noi abbiamo, chi più chi meno, sperimentato nella vita. l’ ansia è uno stato emotivo associato a una condizione di allerta e paura generalmente eccessiva rispetto alla reale situazione. in sintesi, è un emozione di base che comporta uno stato di attivazione dell’organismo che si attiva quando una situazione viene percepita dal soggetto come pericolosa. qualora, però, l’attivazione di tale sistema divenga eccessiva, allora parleremo di disturbo d’ansia che può complicare la vita di un individuo. ma quali sono i disturbi d’ansia?
– disturbo d’ansia generalizzata
– disturbo post traumatico da stress
– fobia specifica (ragni, spazi chiusi, aereo etc.)
– fobia sociale
– disturbo ossessivo compulsivo
– disturbo di panico e agorafobia.
Lo stress è la risposta psicologica e fisiologica che l’organismo mette in atto nei confronti di compiti, difficoltà o eventi della vita valutati come eccessivi o pericolosi. paradossalmente, lo stress può essere positivo qualora, per fare un es., aiuti a concentrarsi per superare un esame o per affrontare una gara sportiva. diventa invece negativo quando dura nel tempo senza che si abbia la capacità di affrontare la situazione che l’ha provocato. Ciò che causa lo stress dipende in parte dal modo in cui viene valutato dal singolo individuo un determinato evento: per es., nel caso di parecchia fila alla posta, una persona può reagire con rabbia e ansia mentre un’altra può adattarsi alla situazione approfittandone per telefonare ad un amico.
Irritabilità, cambiamenti d’umore frequenti, tristezza e ansia persistenti. I disturbi dell’umore possono manifestarsi in diversi momenti della vita. Si tratta di vere e proprie malattie della sfera psichica, che alterano il modo di essere e l’affettività della persona. si può parlare di disturbi dell’umore quando è presente una persistente alterzione del tono dell’ umore, non in sintonia con le situazioni e gli eventi ( per es. ridere mentre una persona sta morendo), che compromette la vita e le relazioni. chi soffre di disturbi dell’umore sperimenta sentimenti come mancanza di gioia, isolamento, confusione, eccessiva euforia. E’ importante capire che si tratta di emozioni che tutte le persone possono provare. Chiumque può sperimentareun abbassamento del tono dell’umore in risposta ad un evento doloroso ( lutto, separazione etc.) o, al contrario, provare gioia grazie ad un evento positivo. In tali casi si taratta di episodi isolati e circoscritti. La malattia subentra, invece, quando queste reazioni sono eccessive e durano nel tempo. Parleremo di “tono dell’umore basso” quando il soggetto ha pensieri pessimistici e una visione negativa di sè, del futuro e del mondo. Percepisce le relazioni e le attività che prima erano piacevoli come pesanti e non più interessanti. non ha più stimoli e fa fatica a svolgerele normali attività. Parleremo invece di “tono dell’umore patologicamente alto” ( mania ), quando l’individuo prova un’euforia ingiustificata che può spingerlo a compiere azioni pericolose come ad esempio la guida spericolata, comportamenti sessuali a rischio, assunzioni di droghe e/o alcol. La depressione è il più comune disturbo dell’umore. Esistono due tipi di depressione:
-unipolare: umore sempre basso
– bipolare: alternanza di fasi depressive e maniacali
Si parla di disturbi di personalità quando i tratti della personalità , ovvero schemi di pensiero, percezione, reazione e relazione relativamente stabili nel tempo, divengono talmente pronunciati, rigidi e disadattivi da compromettere il funzionamento lavorativo e interpersonale. Il DSM-5-TR raggruppa i 10 tipi di disturbi di personalità in tre clusters (A,B,C). Il cluster A comprende i seguenti disturbi di personalità:
_ paranoide (diffidenza e sospettosità)
_ schizoide (disinteresse negli altri)
-schizotipico (idee e comportamento eccentrici).
Il cluster B comprende i seguenti disturbi di personalità:
-antisociale (irresponsabilità sociale, disprezzo per gli altri, inganno e manipolazione degli altri per guadagno personale)
-borderline (relazioni instabili e disregolazione emozionale)
-istrionico (ricerca di attenzioni ed eccessiva emotività)
-narcisistico (grandiosità di sè, mancanza di empatia, continuo bisogno di adulazione).
Il cluster C comprende i seguenti disturbi di personalità:
-evitante (evitamento del contatto interpersonale)
-dipendente (necessità di essere accudito, arrendevolezza)
– ossessivo compulsivo (perfezionismo, rigidità, ostinazione).
I disturbi del comportamento alimentare sono patologie che si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionale e preoccupazioni eccessive per il peso e la forma corporea. L’anoressia, la bulimia e la sindrome da alimentazione incontrallata (binge eating) sono le tre forme principali.
-Anoressia: colpisce in particolar modo le giovani donne. Lo scopo è il raggiungimento e il mantenimento di un peso significativamenteinferiore a quello normale. queste giovani donne hanno appetito ma rifiutano il cibo per paura di ingrassare. Questa paura deriva da un’ alterazione dell’immagine del proprio corpo che viene percepito come troppo grasso anche se sottopeso.
-Bulimia: consiste in una voracità patologica ed eccessiva nel mangiare, seguita da induzione del vomito, utilizzo di lassativi, digiuno o eccessiva attività fisica.
-Binge eating (o disturbo da alimentazione incontrollata): chi ne soffre assume grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve,perdendo il controllo su cosa e quanto stia mangiando.
Per maltrattamento psicologico si intende quella serie di comportamenti che mira a svalutare una persona ponendola in una condizione di subordinazione e danneggiandone il benessere psicologico ed emotivo. La violenza psicologica non riporta effetti fisici evidenti, come invece in quella fisica o sessuale, ma i suoi effetti sono più difficili da riconoscere, sia per la vittima stessa che per un osservatore esterno. Secondo Marie-France Hirigoyen il rapporto molesto attraversa una fase di “seduzione perversa” in cui la vittima viene destabilizzata fino a perdere la fiducia in se stessa; L’aggressore la attrae inviandole una buona immagine di sè e guadagnandosene così l’ammirazione, poi le rimanda un immagine positiva di se stessa sfruttando i suoi istinti protettivi: le fa credere di essere libera ma, in realtà, pian piano le priva della propria libertà e del proprio senso critico. La violenza psicologica è più difficile da riconoscere ma l’isolamento che l’aggressore ritaglia intorno alla vittima e la dispercezione di sè, ovvero quando la vittima non è più in grado di riconoscere gli abusi come tali, ne sono fattori distintivi. “Svalorizzazione attraverso il sarcasmo, continue critiche e offese rivolte alle sue idee, alle persone a cui è legato e alle cose che fa, portano la vittima a credere di non valere nulla. Un altro modo per svalorizzare la vittima è la comunicazione paradossale, ossia un messaggio verbale seguito da un non verbale ed opposto. Quest’ultimo verrà notato dalla vittima ma negato dall’aggressore. Ne consegue che la vittima tenderà ad innervosirsi ma, poichè verrà negata la fondatezza delle sue percezioni, verrà messa in dubbio la sua capacità di giudizio e lei stessa, sentendosi confusa, andrà a sminuirsi arrivando a sentirsi lei l’aggressore e quindi in colpa. Quando la vittima riesce a separarsi dall’aggressore, quest’ultimo può molestarla con un comportamento persecutorio. Addirittura ci sono casi in cui l’aggressore può coinvolgere anche i figli rappresentandosi ai loro occhi come la vittima e portandoli a schierarsi dalla sua parte contro l’altro genitore.
Terrore psicologico esercitata sul posto di alvoro da parte di colleghi o superiori ed è caratterizzato da comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti nei confronti di un collega o di un sottoposto. La vittima si sente emarginata, calunniata, criticata; gli sono affidati compiti dequalificanti. Lo scopo è eliminare una persona divenuta scomoda. Il mobizzato mostra manifestazioni psicosomatiche, stati depressivi o ansiosi. Il mobbing è un vero e proprio abuso e deve essere combattuto, denunciato e riconosciuto, non solo a livello individuale ma anche sociale.
E’ una forma di comportamento sociale violento e intenzionale, sia di natura fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel tempo nei confronti di individui percepiti come indifesi, deboli e facili bersagli. Tra le principali conseguenze psicologiche si rilevano: stanchezza persistente, disturbi del sonno, bassa autostima, depressione.
L’unico modo pe superare un lutto è accettare il momento e il dolore che si sta vivendo e provare a reagire. Ritiro sociale, pianto, angoscia, sono normali sintomi che prova chi ha appena perso una persona cara e che necessita di tempo per superare tale momento. Secondo Elizabeth kubler Ross, il lutto è diviso in 5 fasi:
-rifiuto e negazione
-rabbia
-patteggiamento
-depressione
-accettazione
Ogni persona le attraversa in modo individuale e con tempi diversi.
Rabbia intensa, incontrollabile ed inadeguata al contesto. Vere e proprie esplosioni di ira improvvise. Tendenza a rimuginare e ingigantire le ingiustizie subite. Rabbia intensa anche di fronte a situazioni “innocue”. La rabbia incontrollata può spesso determinare conseguenze molto gravi, per questo è giusto saperla ben incanalare e sfogarla nella giusta maniera.
Ne esistono di vario tipo; sostanze stupefacenti, le cosiddette droghe, come eroina, cocaina, cannabinoidi e oppiacei. Farmaci soprattutto antidolorifici, antidepressivi, sonniferi e ansiolitici; gioco d’azzardo (ludopatia); internet e social media; pornografia; alcol e fumo di sigaretta. Con il termine “dipendenza” si intende un alterazione del comportamento che si caratterizza per la ricerca anomala ed eccessiva di sostanze o di attività che si mantiene nonostante l’evidenza che queste siano dannose.
Sono presente nel X Municipio in diverse sedi.
Per appuntamento contattatemi direttamente attraverso il form o il numero di telefono: 3348754009